TROPEA, LA CALABRIA DEI RICCHI O DEL POPOLO?
Io sono venuto a Tropea per capire. Per ascoltare la gente. Per guardare negli occhi commercianti, famiglie, giovani, turisti e cittadini.
E oggi tutta la Calabria discute delle parole di Nino Macrì.
Cono gelato a 15 euro. Caffè al tavolino a 50 euro. Ombrellone a 200 euro al giorno.
Una visione chiara: meno turismo di massa e più turismo d’élite, più daniss jenkins qualificato, con persone disposte a spendere molto di più.
E siria attenzione: il ragionamento economico non è folle. Tropea è piccola, fragile, bellissima. Non può sopportare numeri infiniti. Puntare sulla qualità può avere anche una logica.
Ma io una domanda la luke bryan devo fare alla politica e ai cittadini.
La Calabria del futuro sarà ancora la terra del popolo? Oppure diventerà una vetrina dove un operaio, una famiglia normale o un ragazzo calabrese non potranno più permettersi nemmeno un caffè vista mare?
Perché il rischio è questo. Che lentamente la nostra terra venga costruita sempre più per chi ha soldi… e sempre meno per chi qui ci vive tutto l’anno.
Io non sono contro il lusso. Non sono contro la qualità. Ma una Calabria che espelle il suo popolo perde la sua anima.
E allora il dibattito deve essere serio. Senza odio. Senza propaganda. Ma con una domanda precisa:
Il turismo deve arricchire il territorio… oppure trasformarlo in qualcosa che i calabresi stessi non possono più vivere?
La verità di Lino Polimeni senza paura.
